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Il Segno della Croce nella cultura mitteleuropea del Friuli

 

Il Segno della Croce è una delle espressioni più diffuse della tradizione religiosa cristiana in Friuli: è presente ovunque nel territorio, sugli edifici come in piccoli simulacri artigianali fuori dei centri abitati; è il soggetto, venerato e impreziosito, di alcune originali cerimonie; è l'elemento storico su cui si basano due grandi rappresentazioni sacre.
Il frequente ricorso al Segno della Croce nella vita di tutti i giorni ha senza dubbio dato alle genti friulane un grande contributo di consapevolezza e di forza, spirituale e animistica (come sotto spiegato), che ha loro permesso di superare nei secoli innumerevoli calamità belliche, economiche ed ambientali.

   

  Oltre a ricordare la Morte in Croce di Gesù ed esprimere l’accettazione delle sofferenze della vita da parte del cristiano, il Segno della Croce infatti sovrappone la Trinità divina (Padre, Figlio e Spirito Santo) alla Trinità Umana (Spirito, Anima e Corpo) entrambe negli stessi tre punti del corpo che corrispondono alle rispettive gerarchie: la fronte per Dio-Padre e l’Uomo-Spirito, il cuore per Dio-Figlio e Uomo-Anima, le spalle per Dio-Spirito Santo e l’Uomo-Corpo-mente. 
 Nel disegno soprastante le frecce indicano il movimento della mano che è esattamente il percorso dell’azione divina e umana: dalla fronte-spirito essa passa al cuore-anima da cui fluisce alle spalle-corpo che la espandono all’esterno della singola persona verso il mondo.    L’esoterismo (che ricerca, al di là della fede, quanto di invisibile c’è nell’essere umano) e l’antroposofia hanno capito che l’uomo è costituito da tre componenti con diverse gradazioni di energia: il corpo-encefalo di materia tangibile con basse vibrazioni, prevalentemente elettromagnetiche (vita fisica e mentale basica, da 0 a 4000 Bvs), l’anima di materia eterea che riceve ed emette 'energie sottili' attualmente ancora poco conosciute dalla scienza ufficiale (vita attiva, emozioni, atti extrasensoriali, con vibrazioni da 4000 a 40.000 Bvs), lo spirito che è energia pura (coscienza, intuizione, volontà, creatività con oltre 40.000 Bvs).

  Pur sapendo questo (vedi S.Paolo ai Tessalonicesi 1° 5, 23) la Chiesa, data l’ignoranza delle gente comune all’epoca della sua nascita, ha semplificato e fatto un tutt’uno di anima e spirito, chiamandolo semplicemente ’anima’. Ma le persone evolute devono conoscere e dedicarsi di più alla propria anima che ha delle immense capacità ancora da sviluppare in quella che oggi è definita ‘sfera extrasensoriale-paranormale’ e lasciare un po’ perdere la sfera corporale e il suo benessere materiale cui finora hanno dedicato fin troppe attenzioni.
  Lo spirito, da parte sua, non ha bisogno di interventi diretti ma soltanto di essere liberato dalla eccessiva materialità in cui il peccato originale l’ha rinchiuso.
  Farsi il Segno della Croce è quindi, oltre a quanto detto inizialmente, un atto di consapevolezza del grande valore del proprio triplice essere umano, simile a Dio (S.Alberto), della necessità di affinamento e coordinamento di tutte le sue tre parti e della dedizione di esse a Dio.

  Ma proprio l’esoterismo ci ha svelato anche un’altra grande proprietà del Segno della Croce: certe parole e certi segni rituali o ‘magici’ (gestuali o raffigurati) hanno infatti il potere di richiamare e concentrare in sé la forza animistica o energia sottile che permea tutto l’universo (da non confondere con la Grazia, che è la Forza propria di Dio) e che l’uomo preparato potrà utilizzare per compiere azioni oggi considerate superiori alle normali capacità umane, come hanno fatto diverse volte uomini di varie fedi, anche se non santi, come maghi, santoni e guaritori.
  Per questo motivo il Segno della Croce va sempre fatto con solennità, con movimento della mano  ampio dalla fronte al centro del petto, alle estremità delle spalle e infine di nuovo sul petto.
  In questo campo un grande apporto di conoscenza ci viene dalla Mitteleuropa di inizio Novecento che grande influsso ha avuto anche nel Friuli. Il Segno della Croce è uno di questi strumenti ‘animistici’ a disposizione anche del semplice cristiano che ne può ottenere, oltre all'aiuto sprituale, una notevole carica di energia sottile, passiva e attiva, come riconosciuto anche dalla diffusa abitudine di farlo prima di una impresa difficile.

  In definitiva il Segno della croce costituisce un atto di rRngraziamento a Dio Figlio e di fede in Dio-Trinità; un atto di presa di Coscienza di se stessi e delle grandi potenzialità dell'essere umano che però possono essere concretizzate soltanto con il sacrificio individuale come è stato per tutta l'umanità con la crocifissione del Redentore; una Preghiera a Dio affinchè ci dia il suo aiuto e, infine, anche un piccolo Rito magico autoassicurativo che concentra su di noi le forze cosmiche.
  Questa ricchezza di contenuti porta il cristiano evoluto a fare il Segno della Croce sempre due volte con parole diverse: prima ‘Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’; poi, sempre con stesso percorso della mano, ‘con la Grazia nello spirito, le Energie dell’anima e la Vigoria del corpo. Amen’.

   
NB. Questo testo è stato elaborato dal Gruppo di ricerca Teilhard de Chardin di Udine (ref. Del Piero Franco) in sintonia con gli studi di esoterica e antroposofia sviluppati nella confinante Austria nel corso degli ultimi due secoli.
 
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